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Quando lo smartphone a scuola diventa virtuoso

  • 2 mag 2018
  • Tempo di lettura: 3 min

Desidero condividere con voi questo articolo letto su La Repubblica.it

Dopo lo sdoganamento del cellulare da parte della ministra Fedeli, ecco quattro storie di buon utilizzo dei social e delle App in classe. Da Modena a Lecce.

Il ministro dell'Istruzione Fedeli, sfidando le paure della maggioranza dei genitori italiani, ha dato il via libero all'utilizzo dello smartphone in classe a fini didattici. Gli organi del ministero, con l'aiuto di una commissione istituita allo scopo, hanno fornito le linee guida per questo utilizzo: il telefono intelligente, con tutte le sue possibilità di esplorazione, va usato per documentare, con video e foto, una gita, per tracciare percorsi con il Gps durante una visita, per conoscere, grazie alle mappe, una città. Per risolvere problemi matematici.

La ministra Fedeli, in uscita, lascia questa come eredità più importante alla scuola italiana: l'ingresso in aula dello smartphone, lo strumento della contemporaneità.

Si vedranno via via i risultati. Il livello di accettazione delle novità da parte delle famiglie. Non mancheranno le correzioni di tiro. Oggi, va detto, ci sono scuole nel Paese che già stimolano l'utilizzo dello smartphone a fini scolastici, in modalità virtuosa. ...

Ecco quattro storie:

Il Liceo Carlo Sigonio di Modena, Scienze Umane e scuola musicale, in autunno compirà 120 anni. Gli studenti stanno consumando l'avvicinamento alla celebrazione attraverso il social Instagram, nulla di più lontano dal deposito storico delle vicende visto che le "storie" sullo smartphone durano 24 ore e poi si cancellano. La professoressa Silvia Benuzzi ha immaginato che, invece, proprio il fatuo Instagram potesse essere lo strumento per far trovare ai ragazzi digitali le loro radici, cittadine e culturali. Così la docente ha chiesto ai suoi studenti di aprire un account sul social nato per le fotografie e presto diventato potente trasmettitore dei video dei "teen". Su @sigonio120 quelli del liceo modenese hanno iniziato a postare foto di reperti fossili recuperati in vecchi armadi, quindi li hanno fatti spiegare dai prof di Scienze registrandoli con i loro iPhone. ... Dopo aver scovato foto e oggetti e vecchie enciclopedie pedagogiche, i ragazzi si sono attrezzati a scrivere post per illustrare il senso del ritrovamento. Il senso ad oggi. Per far crescere questo progetto digitale si incontrano il sabato, visto che in settimana devono imparare Italiano e Latino, Inglese e Biologia. La professoressa spiega: "il percorso di riscoperta delle origini porta diciassettenni a comprendere il viaggio fatto dalla loro scuola, una delle cose che conoscono meglio". ... Instagram avvicina i ragazzi, ovviamente, a una disciplina, ma si scopre che ne vivifica altre: "Valorizza l'immagine, la scrittura e fa capire quanto un social network possa essere serio. Con l'esperimento celebrativo promuoviamo conoscenza chiedendo ai nostri studenti, abituati a postare con un eccesso di superficialità, attenzione per tutto quello che si pubblica e condivide".

Roma, un tweet per il cappellaio matto. Stefania Bassi è una maestra di scuola primaria (e animatrice digitale) dell'IC Carlo Alberto Dalla Chiesa di Roma. Sta su Twitter, ed è una notizia nel mondo delle maestre italiane. Ha 1.611 follower, ma soprattutto utilizza il social dei grandi per insegnare la capacità di sintesi ai piccoli. Per lei il Twitter dei primi undici anni - che consentiva messaggi al massimo di 140 caratteri - era ideale: "La lunghezza di un pensierino di un bambino di sei anni" ... La maestra Bassi dice: "si può utilizzare Twitter per raccontare piccole cose che possono rendere straordinario ogni giorno in classe."

Lecce e le APP in classe. Mimmo Aprile è un professore che il primo giorno in classe si appoggia alla scrivania e chiede agli studenti, seduti sul loro banco: "Perché avete scelto questa scuola?". Giovane decente, utilizzava il cellulare per le sue lezioni prima che la ministra Valeria Fedeli lo sdoganasse. Poi è stato scelto nella commissione ministeriale dedicata alle metodologie didattiche e ha dato una spinta affinché lo smartphone diventasse organo di nuova didattica. ... Il successo dell'innovazione si spiega così: "Gli adolescenti sono attratti dal nuovo, se glielo offri dimenticano di dover mandare il messaggino su Whatsapp alla fidanzata prima di entrare a scuola e si interessano alla lezione. Questo è il risultato più importante e che avvenga con carta e penna, la lavagna o lo smartphone non ha importanza. Io utilizzo tutto."... ... dice ancora: "Se la tecnologia non è funzionale al mio campo devo sentirmi libero di non usarla, ma è giusto conoscerne potenzialità e applicazioni. E' fondamentale la formazione degli insegnanti altrimenti si arriva al paradosso di una commissione d'esame che ha chiesto alla classe di un istituto tecnico di creare su carta una web community. Chiude Aprile. "Lo smartphone non è il cellulare, è una nuova forma di tecnologia che arriva sulla terra per restare e cambiare ogni cosa."...

 
 
 

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